Odontoiatria integrata e personalizzata

Microbiota orale, alimentazione, saliva e salute dei denti

La salute della bocca non dipende semplicemente dalla presenza o dall'assenza di determinati batteri. Denti, gengive, saliva, alimentazione, igiene orale e microrganismi formano un sistema biologico complesso, nel quale ogni elemento interagisce continuamente con gli altri.

La bocca, infatti, non è un ambiente sterile. Ospita una comunità molto numerosa e diversificata di microrganismi che, nella maggior parte dei casi, convivono con il nostro organismo senza provocare malattia.

L'obiettivo della prevenzione moderna non è quindi quello di "eliminare tutti i batteri", ma di mantenere condizioni biologiche compatibili con la salute, controllando il biofilm, proteggendo la saliva, limitando gli episodi di acidificazione e riconoscendo i fattori di rischio individuali. In questa prospettiva anche la carie non viene considerata soltanto come un problema da riparare quando compare, ma come il risultato di un equilibrio che, nel tempo, può essersi modificato.

La bocca come ecosistema

Il cavo orale ospita una comunità estremamente complessa costituita da batteri, funghi, virus e altri microrganismi. L'insieme di queste popolazioni viene indicato con il termine microbiota orale. I microrganismi non sono distribuiti uniformemente nella bocca. Colonizzano ambienti molto diversi tra loro, come:

  • denti
  • lingua
  • gengive
  • mucose
  • saliva
  • solchi e tasche gengivali
  • restauri
  • corone e ponti
  • protesi
  • apparecchi ortodontici
  • impianti

La superficie di un dente, per esempio, rappresenta un ambiente biologico differente rispetto alla lingua o alla mucosa. Per questo motivo nelle diverse zone della bocca possono svilupparsi comunità microbiche differenti. La presenza di batteri, quindi, non significa automaticamente malattia. Molti microrganismi fanno parte normalmente dell'ecosistema orale. Ciò che conta è soprattutto il rapporto che si crea tra microbiota, organismo, saliva, alimentazione, igiene e ambiente orale.

Equilibrio del microbiota: eubiosi e disbiosi

Quando l'ecosistema microbico si mantiene in condizioni compatibili con la salute si parla, in termini generali, di eubiosi. Quando invece le condizioni ambientali cambiano e favoriscono alcune popolazioni microbiche rispetto ad altre, può instaurarsi una situazione definita disbiosi. Questo concetto è importante perché molte patologie orali non possono essere spiegate semplicemente come un'infezione provocata da un singolo batterio: è spesso l'ambiente nel suo complesso a cambiare. Possono contribuire a modificare questo equilibrio:

  • frequenti assunzioni di zuccheri
  • ripetute variazioni del pH
  • riduzione della saliva
  • accumulo e maturazione del biofilm
  • igiene orale insufficiente
  • fumo
  • alcune condizioni sistemiche
  • alcuni farmaci
  • variazioni ormonali
  • apparecchi, restauri o protesi
  • abitudini e caratteristiche individuali

L'obiettivo non è quindi "sterilizzare" la bocca, ma cercare di mantenere un ambiente nel quale la presenza del microbiota rimanga compatibile con la salute dei tessuti.

Il biofilm dentale: qualcosa di più della semplice "placca"

Quella che comunemente chiamiamo placca dentale può essere descritta più precisamente come un biofilm. Il biofilm non è costituito semplicemente da batteri isolati depositati sulla superficie dei denti. È una comunità organizzata di microrganismi immersi in una struttura che essi stessi contribuiscono a produrre. Il biofilm aderisce alle superfici, presenta una propria organizzazione, cambia composizione nel tempo, può maturare e interagisce continuamente con saliva e sostanze provenienti dall'alimentazione. La presenza di biofilm è fisiologica. Il problema nasce quando quantità, composizione, maturazione e condizioni dell'ambiente circostante favoriscono processi patologici. Per questo il controllo quotidiano del biofilm rappresenta una parte fondamentale della prevenzione.

Microbiota e carie

Per molto tempo la carie è stata descritta soprattutto come una malattia infettiva provocata da determinati batteri. Oggi sappiamo che questa spiegazione è incompleta. La carie è una patologia multifattoriale, nella quale interagiscono diversi elementi:

  • biofilm
  • carboidrati fermentabili
  • frequenza con cui vengono assunti
  • produzione di acidi
  • variazioni del pH
  • quantità e qualità della saliva
  • caratteristiche dei tessuti dentali
  • esposizione al fluoro
  • tempo

Alcuni microrganismi presenti nel biofilm utilizzano i carboidrati fermentabili introdotti con l'alimentazione e producono acidi. Il pH nelle immediate vicinanze della superficie dentale diminuisce e può iniziare una perdita di minerali dallo smalto. La saliva tende successivamente a neutralizzare gli acidi e contribuisce al recupero minerale. Se però gli episodi di acidificazione sono molto frequenti, il bilancio tra perdita e recupero di minerali può progressivamente spostarsi verso la demineralizzazione. Per questo motivo, nella valutazione del rischio di carie, non conta soltanto quanto zucchero viene consumato nell'arco della giornata, ma anche quante volte i denti vengono esposti a zuccheri fermentabili.

Il pH della bocca

Il pH dell'ambiente orale non rimane costante durante la giornata. Dopo l'assunzione di alimenti contenenti carboidrati fermentabili, il metabolismo del biofilm può determinare una temporanea acidificazione. La saliva interviene successivamente attraverso la propria capacità tampone, contribuendo a riportare l'ambiente verso condizioni più favorevoli. Se gli episodi acidi sono occasionali, i naturali meccanismi di protezione hanno generalmente il tempo di intervenire. Se invece si susseguono continuamente snack, caramelle, bevande zuccherate o altre fonti di carboidrati fermentabili, i periodi durante i quali il pH rimane sfavorevole possono diventare molto più frequenti. Non esiste tuttavia un singolo valore di pH che, isolatamente, definisca il rischio di ogni paziente: contano il tempo, la frequenza delle esposizioni, la capacità tampone della saliva, le caratteristiche dello smalto, la presenza di fluoro e numerosi altri fattori.

La saliva: un importante sistema naturale di protezione

La saliva non serve soltanto a mantenere umida la bocca. È un vero sistema biologico di protezione e svolge numerose funzioni. Contribuisce a:

  • lubrificare le mucose
  • facilitare la masticazione
  • permettere una corretta deglutizione
  • partecipare alla percezione del gusto
  • favorire la fonazione
  • detergere parzialmente le superfici
  • diluire alcune sostanze
  • neutralizzare gli acidi
  • trasportare minerali
  • favorire i processi di remineralizzazione
  • partecipare alla difesa antimicrobica
  • contribuire all'equilibrio dell'ecosistema orale

Una buona funzione salivare rappresenta quindi uno dei principali sistemi naturali attraverso cui il nostro organismo protegge denti e mucose.

Demineralizzazione e remineralizzazione

Lo smalto dentale non è una struttura completamente immutabile. Durante la giornata avvengono continuamente fenomeni di demineralizzazione e remineralizzazione. Durante gli episodi acidi alcuni minerali possono essere persi dalla superficie dentale. Quando le condizioni ambientali tornano favorevoli, saliva e altri fattori protettivi possono contribuire al recupero. La saliva contiene, tra gli altri componenti, calcio e fosfati, importanti per questi processi. Anche il fluoro, quando utilizzato nelle concentrazioni e secondo le modalità appropriate, favorisce la resistenza dei tessuti dentali nei confronti degli attacchi acidi e i processi di remineralizzazione. Questo significa che una lesione iniziale dello smalto non corrisponde necessariamente a una cavità irreversibile: quando la superficie è ancora integra, in alcuni casi è possibile intervenire modificando i fattori di rischio e favorendo la stabilizzazione della lesione.

Bocca secca e xerostomia

La riduzione della funzione salivare rappresenta un importante fattore di rischio per numerosi problemi orali. È utile distinguere tra xerostomia, cioè la sensazione soggettiva di avere la bocca secca, e iposcialia, cioè una riduzione effettivamente misurabile della produzione di saliva. Le due condizioni possono essere presenti contemporaneamente, ma non sempre coincidono. La bocca secca può essere associata a numerosi fattori:

  • alcuni farmaci
  • disidratazione
  • determinate patologie
  • radioterapia del distretto testa-collo
  • respirazione orale
  • condizioni individuali

Con l'avanzare dell'età non è inevitabile perdere una quantità significativa di saliva. Un ruolo molto importante può essere svolto invece dall'aumento del numero di farmaci assunti, alcuni dei quali possono interferire con la funzione delle ghiandole salivari.

Le conseguenze di una ridotta funzione salivare

Quando la saliva diminuisce vengono meno contemporaneamente diversi meccanismi protettivi. Può aumentare il rischio di:

  • carie
  • carie cervicali e radicolari
  • erosione dentale
  • sensibilità
  • irritazione e bruciore delle mucose
  • alterazioni del gusto
  • alitosi
  • difficoltà nella masticazione
  • difficoltà nella deglutizione
  • maggiore difficoltà nell'utilizzo di alcune protesi

Anche l'ecosistema microbico può diventare più vulnerabile ai cambiamenti ambientali. Per questo è importante non considerare la sensazione di bocca secca come un disturbo irrilevante, soprattutto quando persiste nel tempo.

Alimentazione e salute orale

Il rapporto tra alimentazione e salute dei denti è molto più complesso della semplice indicazione di "non mangiare dolci". Nella valutazione del rischio possono essere importanti:

  • tipo di carboidrati
  • quantità
  • frequenza delle assunzioni
  • consistenza
  • tempo di permanenza in bocca
  • acidità
  • bevande consumate
  • abitudine agli snack
  • modalità di consumo
  • funzione salivare

Un alimento non deve quindi essere giudicato soltanto sulla base del fatto che abbia o meno un gusto dolce. L'obiettivo delle indicazioni alimentari non dovrebbe essere quello di creare liste rigide di cibi "buoni" o "cattivi", ma di aiutare la persona a comprendere come alcune abitudini quotidiane influenzino l'ambiente orale.

Perché è importante la frequenza degli zuccheri

Un aspetto particolarmente importante è rappresentato dalla frequenza delle esposizioni. Consumare ripetutamente durante la giornata caramelle, snack, bevande zuccherate oppure bere molte volte tè o caffè zuccherati significa fornire continuamente nuovi substrati al biofilm. A ogni esposizione possono seguire nuovi episodi di acidificazione. Di conseguenza, anche piccole quantità di zucchero consumate molto frequentemente possono creare condizioni meno favorevoli rispetto a un consumo più occasionale. Questo non significa che debbano esistere necessariamente alimenti proibiti, ma che può essere utile valutare come e quando vengono consumati.

Gli zuccheri "nascosti"

Non tutti gli alimenti contenenti carboidrati fermentabili hanno un sapore particolarmente dolce. Snack, biscotti, cereali, succhi, bevande e numerosi prodotti confezionati possono contenerne quantità variabili. Per questo non è sufficiente affidarsi alla percezione del gusto. Ancora una volta è importante considerare l'insieme dell'alimentazione e soprattutto la frequenza delle esposizioni durante la giornata.

Bevande acide ed erosione dentale

Carie ed erosione sono due fenomeni differenti. Nella carie l'acidificazione è legata principalmente al metabolismo del biofilm in presenza di carboidrati fermentabili. L'erosione dentale, invece, consiste nella perdita di tessuto dentale dovuta all'azione diretta di acidi che non devono necessariamente essere prodotti dai batteri. Le possibili fonti comprendono:

  • bevande gassate
  • energy drink
  • bevande sportive
  • succhi
  • alimenti particolarmente acidi
  • reflusso gastroesofageo
  • episodi ricorrenti di vomito

È importante ricordare che anche una bevanda priva di zuccheri può essere acida e contribuire all'erosione.

Come può manifestarsi l'erosione

Nel tempo possono comparire modificazioni come:

  • maggiore trasparenza dei margini dei denti anteriori
  • superfici particolarmente lisce
  • perdita della normale anatomia
  • riduzione dello spessore dei tessuti
  • denti apparentemente più corti
  • sensibilità
  • esposizione della dentina
  • modificazioni della forma

Questi segni non sono però esclusivi dell'erosione e possono essere presenti anche in altre forme di usura dentale. La diagnosi deve quindi essere eseguita dal professionista valutando contemporaneamente occlusione, abitudini, alimentazione, eventuali parafunzioni e condizioni mediche.

Quando spazzolare i denti dopo un'esposizione acida

Dopo un'importante esposizione ad acidi la superficie dentale può essere temporaneamente più vulnerabile all'azione meccanica. Per questo può essere prudente evitare uno spazzolamento immediatamente aggressivo. In alcune situazioni è possibile risciacquare la bocca con acqua, permettere alla saliva di esercitare la propria funzione, attendere prima dello spazzolamento e utilizzare comunque tecniche di igiene delicate e non traumatiche. Non è necessario trasformare questa indicazione in una regola rigida uguale per tutti: le raccomandazioni devono essere adattate alle caratteristiche e al rischio del singolo paziente.

Acqua e salute orale

Una corretta idratazione contribuisce anche alla salute della bocca. Bere acqua può aiutare a mantenere una buona idratazione, sostenere la funzione salivare, ridurre la permanenza di residui e diluire temporaneamente sostanze zuccherine o acide. L'acqua, naturalmente, non sostituisce lo spazzolamento, il dentifricio fluorato o la pulizia interdentale.

Masticazione e produzione di saliva

La masticazione rappresenta uno degli stimoli fisiologici alla secrezione salivare. Per alcuni pazienti, quando non vi siano controindicazioni, può essere utile anche l'impiego occasionale di gomme da masticare senza zucchero dopo i pasti, soprattutto per sfruttare l'aumento del flusso salivare. Questa strategia deve però essere considerata complementare. Una gomma da masticare non sostituisce spazzolino, dentifricio fluorato, igiene interdentale e controlli odontoiatrici.

Xilitolo

Lo xilitolo è un poliolo utilizzato come sostituto dello zucchero in numerosi prodotti. Ha alcune caratteristiche interessanti in ambito odontoiatrico perché non viene utilizzato dai microrganismi cariogeni nello stesso modo del saccarosio. Quando è contenuto in una gomma da masticare, inoltre, parte dell'effetto favorevole deriva dalla stessa stimolazione della saliva indotta dalla masticazione. Non deve tuttavia essere considerato una terapia autonoma né un prodotto capace, da solo, di prevenire la carie.

Alimentazione equilibrata e salute dei tessuti

Una corretta alimentazione contribuisce naturalmente anche al mantenimento della salute dei tessuti orali. L'organismo necessita di un adeguato apporto di nutrienti per il normale funzionamento di mucose, gengive, tessuto osseo, sistemi di difesa e processi di riparazione e guarigione. È però opportuno evitare associazioni troppo semplici tra un singolo alimento o nutriente e la prevenzione di una determinata malattia orale. La salute dipende dall'equilibrio generale dell'alimentazione e dalle condizioni individuali.

Vitamine, minerali e integratori

Carenze nutrizionali importanti possono manifestarsi anche attraverso alterazioni del cavo orale. Questo non significa, però, che assumere vitamine o integratori senza una specifica indicazione migliori necessariamente la salute dei denti o delle gengive. La supplementazione deve essere valutata in relazione alle necessità della persona e, quando opportuno, coordinata con il medico curante. L'integratore non sostituisce una dieta equilibrata né le normali strategie di prevenzione odontoiatrica.

Microbiota e igiene orale

Una corretta igiene orale non ha lo scopo di rendere la bocca sterile. L'obiettivo è controllare il biofilm e impedirne un accumulo incompatibile con la salute dei denti e dei tessuti gengivali. Gli strumenti principali comprendono:

  • spazzolamento
  • dentifricio fluorato
  • pulizia degli spazi interdentali
  • sedute di igiene professionale quando indicate
  • controlli periodici

Tecnica, frequenza e strumenti possono essere differenti da persona a persona. Un paziente con denti naturali integri ha esigenze diverse da chi presenta numerosi restauri, impianti, apparecchi ortodontici, malattia parodontale o ridotta capacità manuale.

"Più disinfettante" non significa necessariamente "meglio"

I collutori e gli antisettici possono essere strumenti molto utili quando esiste una precisa indicazione clinica. Questo non significa che debbano essere utilizzati continuamente o che una bocca sana debba essere mantenuta attraverso una costante azione disinfettante. Il microbiota orale fa parte fisiologicamente del nostro organismo. Alcuni antisettici vengono utilizzati per periodi e condizioni specifiche e devono essere considerati veri strumenti terapeutici. Il loro impiego dovrebbe quindi essere proporzionato alle necessità cliniche e, quando opportuno, indicato dal professionista.

Alitosi e microbiota

L'alitosi può avere numerose cause. Molto frequentemente l'origine è proprio nel cavo orale e può essere associata a:

  • biofilm sulla superficie della lingua
  • gengivite o malattia parodontale
  • riduzione della saliva
  • accumulo di residui
  • igiene inadeguata
  • alcune abitudini individuali

L'idea secondo cui l'alitosi provenga necessariamente dallo stomaco non è corretta. Prima di utilizzare prodotti destinati semplicemente a coprire temporaneamente l'odore è importante individuare la causa.

La lingua come ecosistema

La lingua presenta una superficie complessa e irregolare, soprattutto nella sua parte dorsale. Questa conformazione favorisce la presenza di numerosi microrganismi e la formazione di biofilm. In alcuni pazienti, soprattutto quando è presente alitosi, una delicata igiene della lingua può essere utile. Non sono però necessarie procedure aggressive, che possono irritare la superficie linguale senza offrire benefici aggiuntivi.

Microbiota, gengive, fumo e farmaci

Microbiota e salute delle gengive

Anche gengivite e parodontite dipendono dall'interazione tra biofilm e risposta dell'organismo. Non tutte le persone reagiscono allo stesso modo alla presenza di biofilm. Possono influenzare il rischio e la progressione della malattia:

  • predisposizione individuale
  • fumo
  • diabete
  • caratteristiche della risposta immunitaria
  • qualità dell'igiene
  • alcune condizioni sistemiche

La prevenzione parodontale non consiste quindi soltanto nell'eliminare la placca visibile, ma nel controllo del biofilm associato alla valutazione e alla gestione dei fattori di rischio.

Fumo e salute orale

Il fumo esercita numerosi effetti negativi sulla salute orale. Può influenzare:

  • tessuti gengivali
  • risposta immunitaria
  • capacità di guarigione
  • composizione dell'ecosistema microbico
  • rischio e progressione della malattia parodontale
  • prognosi di alcune terapie odontoiatriche

Un aspetto particolare è che nel fumatore il sanguinamento gengivale può essere meno evidente, nonostante la presenza di una malattia parodontale. L'assenza di sanguinamento non deve quindi essere interpretata automaticamente come segno di salute.

Farmaci e salute della bocca

Numerosi farmaci possono avere effetti diretti o indiretti sul cavo orale. Uno dei meccanismi più frequenti è la riduzione del flusso salivare. Altri farmaci possono influenzare tessuti gengivali, mucose, percezione del gusto, sanguinamento, metabolismo osseo e guarigione. Per questo è importante comunicare sempre all'odontoiatra tutti i farmaci assunti, comprese eventuali terapie iniziate recentemente.

Respirazione orale

Respirare prevalentemente attraverso la bocca può modificare localmente l'ambiente orale. Può favorire secchezza delle mucose, riduzione della protezione salivare in alcune zone, maggiore accumulo di biofilm e irritazione dei tessuti gengivali. Le cause della respirazione orale possono essere differenti. Quando il problema è persistente può rendersi opportuna una valutazione interdisciplinare per comprenderne l'origine.

Saliva, età e carie radicolari

Saliva, età adulta e terapie farmacologiche

Con l'avanzare dell'età è frequente l'assunzione contemporanea di più farmaci. Alcuni di questi possono ridurre il flusso salivare e modificare significativamente il rischio odontoiatrico. Possono aumentare, per esempio, carie radicolari, sensibilità, irritazioni delle mucose, difficoltà con le protesi e problemi di masticazione e deglutizione. Il programma di prevenzione deve quindi evolvere insieme alla persona e alle eventuali modificazioni delle sue condizioni generali.

Carie radicolari

Quando la gengiva si ritira, una parte della radice del dente può diventare esposta. Queste superfici presentano caratteristiche differenti rispetto allo smalto della corona e possono essere più vulnerabili. Il rischio aumenta soprattutto quando si associano:

  • ridotta quantità di saliva
  • frequenti esposizioni a zuccheri
  • difficoltà nell'igiene orale
  • numerosi restauri
  • ridotta manualità

La carie radicolare rappresenta quindi un problema particolarmente rilevante nella popolazione adulta e anziana.

Microbiota, restauri e impianti

Microbiota e restauri odontoiatrici

Un restauro odontoiatrico non deve soltanto avere un buon risultato estetico o meccanico. Deve anche essere progettato in modo da integrarsi biologicamente con i tessuti e consentire una corretta igiene. Margini incongrui, superfici poco rifinite o restauri eccessivamente voluminosi possono creare zone nelle quali il biofilm tende ad accumularsi più facilmente. La qualità biologica di una ricostruzione dipende quindi anche da forma, precisione dei margini, qualità delle superfici, rapporti con la gengiva e possibilità per il paziente di detergere correttamente la zona.

Impianti e microbiota

Anche la superficie degli impianti e delle riabilitazioni implanto-protesiche è esposta alla colonizzazione microbica. Un impianto non può sviluppare una carie, ma i tessuti che lo circondano possono andare incontro a processi infiammatori. L'accumulo di biofilm può contribuire allo sviluppo di infiammazione peri-implantare. Per questo anche gli impianti richiedono nel tempo igiene domiciliare accurata, controlli periodici, igiene professionale e valutazione clinica dei tessuti peri-implantari. La presenza di un impianto non elimina quindi la necessità della prevenzione.

Probiotici, prebiotici e test del microbiota

Probiotici e salute orale

Negli ultimi anni è cresciuto l'interesse scientifico verso la possibilità di intervenire sul microbiota orale attraverso probiotici e altre strategie biologiche. Alcuni studi hanno evidenziato possibili effetti favorevoli in determinate condizioni, ma le conoscenze sono ancora in evoluzione e dipendono molto dal ceppo utilizzato, dalle modalità di somministrazione e dalla condizione clinica considerata. Non è quindi corretto affermare che un probiotico possa "riequilibrare definitivamente" la flora orale. I probiotici non sostituiscono le strategie consolidate come igiene orale, fluoro, controllo dell'alimentazione, terapia della carie, terapia parodontale e gestione dei fattori di rischio. Il loro eventuale utilizzo deve essere considerato, quando indicato, come parte di un approccio più ampio.

Prebiotici e nuovi approcci al microbiota

Un altro ambito di ricerca riguarda i prebiotici, sostanze studiate con l'obiettivo di favorire selettivamente la crescita o l'attività di microrganismi ritenuti compatibili con un ecosistema sano. Si tratta di un settore scientificamente interessante, che potrebbe aprire nuove prospettive nella gestione dell'ecosistema orale. Le evidenze sono però ancora in evoluzione e non giustificano, allo stato attuale, raccomandazioni universali o promesse terapeutiche.

Test del microbiota orale

Sono oggi disponibili diversi esami capaci di individuare specifici microrganismi o marcatori presenti nel cavo orale. Questi test possono offrire informazioni utili in condizioni selezionate, ma devono essere interpretati correttamente. Rilevare la presenza di un determinato batterio non significa automaticamente che sia presente una malattia. Il risultato deve sempre essere valutato insieme a esame clinico, condizioni dei tessuti, storia odontoiatrica, fattori di rischio e andamento della malattia. Un test microbiologico, da solo, non può quindi definire lo stato generale di salute della bocca né determinare automaticamente una terapia.

Test salivari

In alcuni pazienti può essere utile valutare anche determinati parametri della saliva, come quantità di saliva prodotta, flusso salivare, capacità tampone e ulteriori parametri specifici. Anche questi esami rappresentano strumenti complementari. Il loro significato emerge soprattutto quando vengono interpretati nel contesto dell'esame clinico e della storia complessiva della persona.

Un rischio individuale, da rivalutare nel tempo

Il rischio è individuale

Una delle idee più importanti della prevenzione moderna è che non tutte le persone presentano lo stesso rischio odontoiatrico. Due pazienti con abitudini apparentemente simili possono sviluppare una storia clinica completamente differente. Il rischio di carie e di altre patologie può essere influenzato da:

  • quantità e qualità della saliva
  • precedenti esperienze di carie
  • anatomia dei denti
  • esposizione al fluoro
  • alimentazione
  • igiene
  • farmaci
  • condizioni sistemiche
  • età
  • restauri presenti
  • comportamento e abitudini

La storia precedente di malattia rappresenta inoltre un'informazione particolarmente importante nella valutazione del rischio futuro.

Non tutti devono seguire lo stesso programma di prevenzione

La prevenzione non dovrebbe essere costituita da un protocollo identico per tutti. Le esigenze di una persona a basso rischio possono essere molto differenti da quelle di un paziente con:

  • carie ricorrenti
  • bocca secca
  • numerosi restauri
  • gengivite o parodontite
  • apparecchi ortodontici
  • impianti
  • protesi
  • difficoltà motorie
  • particolari condizioni sistemiche

Anche la frequenza dei controlli e delle sedute di igiene professionale deve quindi essere stabilita in base alla situazione individuale.

Un equilibrio che cambia nel corso della vita

Il rischio odontoiatrico non rimane necessariamente costante. Nel corso della vita possono cambiare:

  • alimentazione
  • abitudini
  • farmaci
  • quantità di saliva
  • condizioni generali di salute
  • manualità
  • capacità di eseguire una corretta igiene
  • numero e caratteristiche dei restauri
  • posizione dei denti
  • presenza di protesi o impianti

Una persona che per molti anni ha presentato un basso rischio di carie può quindi trovarsi, in seguito a un cambiamento della funzione salivare o della terapia farmacologica, in una situazione completamente diversa. Per questo motivo il rischio deve essere rivalutato periodicamente.

Una prevenzione che cerca le cause, non soltanto le conseguenze

La salute orale non dipende dalla ricerca di una bocca "senza batteri". Dipende piuttosto dalla possibilità di mantenere un equilibrio biologico favorevole tra microbiota, saliva, alimentazione, igiene e caratteristiche della persona. La prevenzione moderna mira quindi a:

  • controllare il biofilm
  • limitare la frequenza degli episodi di acidificazione
  • proteggere la funzione salivare
  • favorire i processi naturali di remineralizzazione
  • utilizzare il fluoro in modo appropriato
  • riconoscere precocemente i fattori di rischio
  • individuare eventuali cambiamenti nel tempo
  • personalizzare le strategie preventive

L'obiettivo non è soltanto intervenire quando una carie è già comparsa. È cercare di comprendere perché quella persona tende a svilupparla, quali fattori stanno modificando il proprio ecosistema orale e quali di questi possano essere controllati.

Microbiota, alimentazione e saliva non devono quindi essere considerati tre argomenti separati. Sono parti dello stesso sistema biologico. Proteggere l'equilibrio della bocca significa lavorare sui fattori che favoriscono la salute e sulle cause che possono modificarla, non soltanto sulle conseguenze quando la malattia è già comparsa.

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