Igiene e prevenzione

L'evoluzione della bocca nel tempo: come cambia con l'età

La bocca cambia durante tutta la vita. Con il passare degli anni possono modificarsi i denti, le gengive, l'osso che li sostiene, la saliva, le mucose, i muscoli, l'articolazione temporo-mandibolare e persino il modo in cui i denti entrano in contatto tra loro.

Questo, però, non significa che invecchiare comporti inevitabilmente perdere denti, sviluppare malattie gengivali o avere una bocca progressivamente meno sana. Molti problemi che vengono attribuiti genericamente all'età dipendono in realtà dalla storia clinica individuale, dalle malattie avute nel corso della vita, dai farmaci assunti, dalle abitudini, dalla qualità dell'igiene orale, dall'alimentazione, dalla funzione salivare e dai trattamenti odontoiatrici eseguiti nel tempo.

Per questo motivo due persone della stessa età possono avere condizioni orali profondamente diverse. L'età anagrafica, da sola, non definisce la salute della bocca.

La bocca è un sistema biologico dinamico

Denti, gengive, osso, saliva, mucose, muscoli e articolazioni costituiscono un sistema che si modifica continuamente e si adatta agli stimoli cui viene sottoposto. Nel corso della vita possono cambiare:

  • lo smalto e la dentina
  • la polpa dentale
  • le gengive e il parodonto
  • l'osso alveolare
  • la quantità e le caratteristiche della saliva
  • le mucose
  • la lingua
  • la muscolatura masticatoria
  • l'articolazione temporo-mandibolare
  • l'occlusione
  • la capacità masticatoria
  • restauri e protesi
  • la capacità di mantenere una corretta igiene orale

Non tutti questi cambiamenti rappresentano una malattia. Alcuni sono adattamenti biologici che accompagnano il trascorrere del tempo. Altri derivano invece dall'accumulo di usura, patologie, traumi, trattamenti odontoiatrici o fattori di rischio. La distinzione tra ciò che rappresenta un normale adattamento e ciò che richiede un trattamento è uno degli aspetti più importanti della valutazione odontoiatrica nell'adulto e nell'anziano.

Età anagrafica ed "età biologica" della bocca

Due persone di 70 anni possono avere una situazione odontoiatrica completamente differente. Una può conservare quasi tutti i propri denti, con gengive sane e pochi restauri; un'altra può avere una storia di carie, parodontite, numerosi restauri, denti mancanti o protesi. La differenza dipende da molti fattori:

  • predisposizione individuale
  • precedente esperienza di carie
  • storia parodontale
  • fumo
  • diabete e altre condizioni sistemiche
  • alimentazione
  • qualità dell'igiene orale
  • farmaci
  • quantità e qualità della saliva
  • bruxismo e parafunzioni
  • perdita di denti
  • trattamenti odontoiatrici effettuati nel corso degli anni

Più che parlare semplicemente di "età dei denti", è quindi utile considerare la storia biologica e clinica della bocca.

Come cambiano i denti

Lo smalto nel corso della vita

Lo smalto è il tessuto più mineralizzato dell'organismo ed è estremamente resistente, ma durante tutta la vita viene sottoposto a numerose sollecitazioni. Masticazione, alimenti, variazioni di acidità della bocca, spazzolamento, erosione e parafunzioni determinano progressivamente modificazioni della superficie dentale. Nel tempo lo smalto può apparire:

  • più levigato
  • più sottile in alcune aree
  • più trasparente
  • più usurato

Una certa usura può essere compatibile con il trascorrere degli anni, ma non deve essere automaticamente considerata fisiologica. Un consumo accelerato può essere associato, per esempio, a:

  • bruxismo
  • serramento
  • alimentazione particolarmente acida
  • reflusso gastroesofageo
  • spazzolamento traumatico
  • alcune abitudini parafunzionali

Quando l'usura è importante, è quindi necessario comprenderne la causa prima di decidere se e come intervenire.

Perché i denti possono diventare più scuri

Con il passare del tempo il colore dei denti può modificarsi. Lo smalto può assottigliarsi e diventare più trasparente, rendendo maggiormente visibile la dentina sottostante, che presenta naturalmente una tonalità più calda. Anche la dentina stessa cambia nel corso della vita. Al colore possono contribuire inoltre:

  • pigmentazioni legate ad alimenti e bevande
  • fumo
  • vecchi restauri
  • alterazioni interne del dente
  • precedenti trattamenti endodontici

Un dente che appare progressivamente più giallo o più scuro, quindi, non è necessariamente un dente malato. È comunque importante distinguere una normale modificazione cromatica da una discromia dovuta a patologie o precedenti traumi.

La dentina cambia nel tempo

La dentina non è un tessuto completamente statico. Durante la vita può continuare a formarsi quella che viene definita dentina secondaria, con una progressiva riduzione dello spazio occupato dalla polpa dentale. Questo fenomeno contribuisce a modificare:

  • la traslucenza del dente
  • il colore
  • la risposta agli stimoli
  • la morfologia interna del sistema canalare

In alcuni casi queste modificazioni possono rendere più complesso un eventuale trattamento endodontico, perché i canali possono diventare progressivamente più stretti o calcificati.

La polpa dentale con l'età

Anche la polpa, cioè il tessuto situato all'interno del dente e contenente vasi sanguigni e fibre nervose, può modificarsi nel tempo. Possono verificarsi:

  • riduzione del volume della camera pulpare
  • progressiva deposizione di dentina
  • calcificazioni
  • modificazioni della vascolarizzazione
  • riduzione della risposta ad alcuni stimoli

Un dente meno sensibile, però, non deve essere interpretato automaticamente come un dente più sano. In alcune persone, proprio la ridotta percezione degli stimoli può rendere meno evidente la presenza di un problema.

Usura dentale e bruxismo

I denti possono consumarsi durante la vita

Nel corso degli anni i denti possono andare incontro a differenti forme di usura. Il consumo può derivare dal contatto tra i denti, dall'abrasione provocata da fattori esterni o dall'azione chimica degli acidi. Nella maggior parte dei casi si tratta di fenomeni multifattoriali. I possibili segni comprendono:

  • bordi incisali più piatti
  • denti apparentemente più corti
  • faccette di usura
  • esposizione della dentina
  • aumento della sensibilità
  • piccole fratture
  • modificazioni dell'occlusione

Una certa quantità di usura può accumularsi lentamente nel corso della vita senza creare problemi. Quando però il processo procede rapidamente o determina una perdita significativa di tessuto dentale, è importante individuarne le cause.

Bruxismo e parafunzioni

Serramento e digrignamento possono contribuire significativamente al consumo dei denti e dei restauri. Nel tempo possono favorire:

  • usura dello smalto
  • scheggiature
  • fratture
  • sovraccarico di otturazioni e protesi
  • affaticamento muscolare
  • disturbi dell'articolazione temporo-mandibolare

Il bruxismo non riguarda soltanto le persone giovani e può persistere, comparire o modificare le proprie caratteristiche durante la vita. La presenza di segni di usura, tuttavia, non permette da sola di stabilire quanto bruxismo sia presente in quel momento: spesso i denti raccontano anche la storia delle sollecitazioni subite negli anni precedenti.

Come cambiano gengive e tessuti di sostegno

Le gengive non si ritirano necessariamente con l'età

Con il passare degli anni il margine gengivale può modificarsi, ma la recessione non deve essere considerata una conseguenza inevitabile dell'invecchiamento. Le gengive possono ritirarsi per diversi motivi, tra cui:

  • malattia parodontale
  • infiammazione cronica
  • spazzolamento traumatico
  • caratteristiche anatomiche individuali
  • posizione dei denti
  • movimenti ortodontici
  • fumo
  • traumi locali

È quindi importante individuare la causa di una recessione prima di considerarla semplicemente un fenomeno legato all'età.

Quando la radice diventa visibile

Quando il margine gengivale si sposta, può diventare visibile una porzione della radice del dente. Il dente può apparire più lungo e possono comparire:

  • sensibilità
  • abrasione della superficie radicolare
  • alterazioni estetiche
  • maggiore rischio di carie radicolare

La superficie radicolare presenta caratteristiche biologiche differenti rispetto allo smalto ed è meno resistente agli attacchi acidi. Per questo motivo l'esposizione delle radici richiede spesso una particolare attenzione preventiva.

Il parodonto nel tempo

Il parodonto comprende i tessuti che sostengono il dente, tra cui gengiva, legamento parodontale e osso alveolare. Anche questi tessuti possono modificarsi nel corso della vita, ma la perdita progressiva di supporto non rappresenta una conseguenza inevitabile dell'età. La principale causa patologica di perdita del supporto dentale è la parodontite. Quando la malattia viene prevenuta, diagnosticata precocemente o adeguatamente controllata, è possibile conservare una buona stabilità parodontale anche in età avanzata.

Osso alveolare e perdita dei denti

L'osso che circonda e sostiene le radici dei denti è strettamente collegato alla loro presenza e funzione. Quando un dente viene perso, l'osso della zona va incontro a un processo di rimodellamento, particolarmente evidente nei primi periodi dopo l'estrazione e successivamente più lento. Questo fenomeno non deve essere confuso con un generico "consumo dell'osso dovuto all'età". La quantità e la qualità dell'osso possono essere influenzate da numerosi fattori, tra cui:

  • perdita dei denti
  • parodontite
  • carichi funzionali
  • tipo di riabilitazione protesica
  • condizioni anatomiche
  • alcune patologie sistemiche

Perdere i denti non è una normale conseguenza dell'età

Uno dei concetti più importanti da chiarire è che invecchiare non significa necessariamente perdere i denti. La perdita dentale è generalmente la conseguenza di una patologia o di un evento specifico. Tra le cause più frequenti troviamo:

  • carie
  • parodontite
  • fratture
  • traumi
  • complicanze endodontiche
  • fallimenti restaurativi
  • grave perdita di struttura dentale

Grazie alla prevenzione, alla diagnosi precoce e alle moderne possibilità terapeutiche, numerosi denti possono essere mantenuti funzionali per tutta la vita.

Saliva e bocca secca

La saliva non diminuisce necessariamente soltanto perché si invecchia

È frequente associare automaticamente la bocca secca all'età avanzata. In realtà, l'invecchiamento fisiologico da solo non determina necessariamente una riduzione importante della produzione salivare. Molto spesso la xerostomia, cioè la sensazione di bocca secca, e l'iposalivazione, cioè una reale riduzione della secrezione salivare, dipendono da altri fattori. Tra questi:

  • farmaci
  • assunzione contemporanea di più farmaci
  • alcune patologie sistemiche
  • disidratazione
  • alterazioni delle ghiandole salivari
  • precedenti trattamenti radioterapici nella regione testa-collo

Poiché con l'età aumenta spesso il numero delle terapie farmacologiche, il problema della ridotta salivazione diventa particolarmente importante nel paziente adulto e anziano.

Perché la saliva è così importante

La saliva non serve soltanto a "bagnare" la bocca. Partecipa a numerose funzioni essenziali:

  • lubrifica le mucose
  • facilita la masticazione
  • favorisce la deglutizione
  • contribuisce alla detersione della bocca
  • contrasta le variazioni eccessive del pH
  • partecipa ai processi di remineralizzazione dello smalto
  • contribuisce alla protezione antimicrobica
  • favorisce il comfort orale

Quando la saliva diminuisce, può aumentare il rischio di:

  • carie
  • carie delle radici
  • erosione
  • alitosi
  • candidosi
  • irritazione delle mucose
  • difficoltà nella masticazione
  • difficoltà nella deglutizione

La valutazione della funzione salivare può quindi diventare una parte importante della prevenzione odontoiatrica.

Carie, restauri e denti trattati

La carie non riguarda soltanto i bambini

La carie può comparire in qualsiasi momento della vita. Nel paziente adulto e anziano possono svilupparsi nuove lesioni soprattutto:

  • nelle zone interdentali
  • intorno ai margini di vecchi restauri
  • sotto o vicino alle corone
  • sulle superfici radicolari esposte

Il rischio individuale può cambiare nel tempo. Una persona che per molti anni ha avuto un rischio di carie basso può diventare improvvisamente più vulnerabile, per esempio dopo l'introduzione di nuovi farmaci che riducono la saliva, una modificazione dell'alimentazione o una maggiore difficoltà nell'igiene domiciliare.

Carie delle radici

Le radici esposte meritano particolare attenzione. I tessuti che le ricoprono sono meno mineralizzati dello smalto della corona e possono essere maggiormente vulnerabili agli attacchi acidi. Il rischio aumenta soprattutto quando si associano:

  • recessioni gengivali
  • bocca secca
  • frequente assunzione di zuccheri
  • difficoltà di igiene
  • ridotta manualità

La carie radicolare rappresenta quindi uno degli aspetti che possono acquisire maggiore importanza con l'avanzare dell'età.

Anche i restauri invecchiano

Otturazioni, corone, ponti e altre riabilitazioni odontoiatriche sono sottoposti per anni alle forze della masticazione e all'ambiente orale. Nel tempo possono manifestarsi:

  • usura
  • pigmentazioni
  • piccole fratture
  • perdita di integrità dei margini
  • carie adiacenti
  • modificazioni dell'occlusione

Questo non significa però che un restauro debba essere sostituito semplicemente perché è stato eseguito molti anni prima. Un restauro ancora integro, funzionale e clinicamente adeguato può essere mantenuto. La decisione di riparare o sostituire deve basarsi sulla valutazione clinica e non soltanto sulla sua età.

Il ciclo restaurativo del dente

Nel corso della vita uno stesso dente può essere sottoposto a più interventi. Può essere inizialmente otturato, successivamente ricostruito nuovamente, sottoposto a terapia endodontica e, in alcuni casi, successivamente protetto con una corona. Ogni nuovo intervento può comportare il coinvolgimento di una quantità maggiore di struttura dentale. Questo processo viene talvolta indicato come ciclo restaurativo.

Per questo l'odontoiatria moderna attribuisce grande importanza alla diagnosi precoce, alla prevenzione e agli interventi il più possibile conservativi. Preservare tessuto dentale sano significa spesso migliorare anche le possibilità di mantenimento del dente nel lungo periodo.

I denti devitalizzati possono durare a lungo

Un dente sottoposto a terapia endodontica non è automaticamente destinato a rompersi o a essere perso. Molti denti trattati endodonticamente possono rimanere funzionali per decenni. La prognosi dipende da numerosi elementi:

  • qualità del trattamento endodontico
  • quantità di tessuto dentale residuo
  • qualità della ricostruzione
  • integrità della corona dentale
  • forze masticatorie
  • eventuale bruxismo
  • igiene orale
  • controlli nel tempo

Spesso il fattore determinante non è semplicemente l'assenza della polpa, ma soprattutto quanto tessuto dentale rimane e come il dente è stato restaurato.

Fratture dentali nell'adulto

Con il passare degli anni alcuni denti possono diventare più vulnerabili alle fratture, soprattutto quando sono stati sottoposti a numerosi restauri o a carichi importanti. Il rischio può essere maggiore nei denti:

  • con grandi ricostruzioni
  • endodonticamente trattati e molto compromessi strutturalmente
  • sottoposti a bruxismo
  • interessati da un'usura importante

Una frattura può manifestarsi con:

  • dolore durante la masticazione
  • sensibilità
  • scheggiatura
  • distacco di una ricostruzione
  • mobilità di una porzione del dente

In questi casi la diagnosi precoce è importante perché il tipo e la profondità della frattura influenzano significativamente le possibilità terapeutiche.

Occlusione, posizione dei denti e adattamento

L'occlusione può cambiare durante la vita

Il modo in cui i denti superiori e inferiori entrano in contatto non rimane necessariamente identico per tutta la vita. Possono contribuire alle modificazioni:

  • usura dentale
  • perdita di denti
  • migrazioni dentali
  • malattia parodontale
  • restauri e protesi
  • bruxismo e parafunzioni

Quando cambiano i contatti, può modificarsi anche la distribuzione delle forze masticatorie. Per questo una valutazione odontoiatrica non riguarda soltanto il singolo dente, ma anche il suo rapporto con tutti gli altri elementi della bocca.

I denti possono spostarsi nel tempo

I denti non sono strutture completamente immobili. Nel corso degli anni possono comparire:

  • inclinazioni
  • rotazioni
  • migrazioni
  • apertura o chiusura di spazi
  • affollamento, soprattutto nei settori anteriori

Le cause possono essere molteplici e non devono essere ricondotte semplicemente all'età. La perdita di elementi dentari, le condizioni parodontali, l'occlusione e le caratteristiche individuali possono contribuire a questi cambiamenti.

Cosa succede quando manca un dente

Quando viene perso un elemento dentale, il resto della bocca può adattarsi. In alcune situazioni possono verificarsi:

  • inclinazione dei denti vicini
  • spostamenti
  • estrusione del dente antagonista
  • modificazioni dell'occlusione
  • riduzione dell'efficienza masticatoria
  • rimodellamento dell'osso

L'entità e la velocità di questi fenomeni variano notevolmente da persona a persona. Per questo anche la decisione se e come sostituire un dente deve essere individualizzata.

Masticazione, muscoli e articolazioni

La capacità masticatoria può cambiare

La capacità di triturare adeguatamente gli alimenti può modificarsi con il passare degli anni soprattutto quando sono presenti:

  • perdita di denti
  • dolore
  • protesi non adeguatamente efficienti
  • riduzione della forza muscolare
  • disturbi articolari
  • bocca secca

Mantenere una buona funzione masticatoria è importante non soltanto per la bocca, ma anche perché influenza la possibilità di seguire un'alimentazione varia. Quando masticare diventa difficile, infatti, alcune persone tendono a privilegiare alimenti morbidi, raffinati e più facilmente deglutibili, riducendo la varietà della dieta.

I muscoli masticatori

Anche la muscolatura cambia nel corso della vita. Possono verificarsi modificazioni della:

  • massa muscolare
  • forza
  • coordinazione
  • capacità di adattamento

Questi cambiamenti non dipendono esclusivamente dall'età, ma sono influenzati anche dall'attività funzionale, dalla presenza dei denti, dallo stato nutrizionale e dalle condizioni generali della persona.

L'articolazione temporo-mandibolare

Anche l'articolazione che collega la mandibola al cranio può presentare modificazioni strutturali o funzionali nel corso della vita. Possono comparire:

  • rumori articolari
  • rigidità
  • affaticamento
  • dolore
  • riduzione dell'apertura della bocca

Questi sintomi non devono però essere considerati automaticamente una normale conseguenza dell'invecchiamento. Quando sono persistenti o interferiscono con la funzione è opportuno valutarli clinicamente.

Lingua, mucose e gusto

Anche le mucose della bocca possono modificarsi nel corso della vita. Possono cambiare:

  • idratazione
  • elasticità
  • sensibilità
  • capacità di adattamento e guarigione

Alcune persone riferiscono:

  • secchezza
  • bruciore
  • irritazione
  • maggiore sensibilità

Molti di questi disturbi possono essere legati anche a farmaci, protesi, condizioni locali o patologie generali. Una lesione della mucosa che non guarisce o che persiste nel tempo deve sempre essere valutata.

Il gusto può cambiare

La percezione dei sapori può modificarsi con l'età, ma anche in questo caso le cause possono essere molteplici. Possono contribuire:

  • farmaci
  • alterazioni della saliva
  • fumo
  • patologie locali
  • condizioni neurologiche
  • infezioni
  • alterazioni delle mucose

Per questo una modificazione persistente del gusto non deve essere attribuita automaticamente al semplice trascorrere degli anni.

Alitosi nell'adulto e nell'anziano

Anche l'alitosi può diventare più frequente quando cambiano alcune condizioni della bocca. Tra i possibili fattori troviamo:

  • riduzione della saliva
  • accumulo di biofilm sulla lingua
  • malattia parodontale
  • protesi
  • difficoltà di igiene
  • alcuni farmaci

L'alitosi non rappresenta quindi una normale caratteristica dell'invecchiamento. L'obiettivo è identificarne la causa e intervenire sui fattori responsabili.

Protesi e impianti nel tempo

Protesi rimovibili nel tempo

Anche una protesi ben realizzata può richiedere modifiche nel corso degli anni. L'osso e le mucose che la sostengono possono cambiare e i denti artificiali possono progressivamente consumarsi. Questo può determinare:

  • perdita di stabilità
  • riduzione dell'adattamento
  • variazioni dell'occlusione
  • irritazioni
  • difficoltà masticatorie

Controlli periodici permettono di valutare se siano indicate correzioni, ribasature, riparazioni o, quando necessario, la realizzazione di una nuova protesi.

Anche gli impianti devono essere mantenuti

Un impianto dentale non è una struttura che, una volta inserita, non richiede più controlli. Nel tempo devono essere valutati:

  • salute della gengiva e dei tessuti peri-implantari
  • qualità dell'igiene
  • livello osseo
  • stabilità delle componenti protesiche
  • usura della riabilitazione
  • occlusione
  • eventuali segni di infiammazione

Gli impianti possono offrire riabilitazioni stabili per molti anni, ma necessitano di prevenzione e mantenimento esattamente come il resto della bocca.

Igiene orale, autonomia e fragilità

Quando cambia la capacità di mantenere l'igiene orale

Con l'avanzare dell'età alcune persone possono incontrare maggiori difficoltà nell'igiene domiciliare. Possono contribuire:

  • artrosi
  • riduzione della forza delle mani
  • tremori
  • problemi neurologici
  • riduzione della vista
  • difficoltà cognitive

In queste situazioni non è sufficiente chiedere semplicemente di "spazzolare meglio". È necessario adattare gli strumenti e le modalità di prevenzione alle capacità della persona. Possono risultare utili, a seconda delle esigenze:

  • spazzolini elettrici
  • impugnature più facili da controllare
  • strumenti interdentali semplici
  • tecniche di igiene personalizzate
  • collaborazione di un familiare o caregiver

Il ruolo del caregiver

Nelle persone fragili o non completamente autonome, la salute orale può dipendere in parte dall'aiuto di familiari o caregiver. L'igiene della bocca rimane importante anche quando la persona non riesce più a gestirla autonomamente. Prevenire dolore, infezioni, lesioni delle mucose e difficoltà masticatorie contribuisce al comfort e alla qualità della vita anche nelle fasi più avanzate dell'età.

Fragilità e odontoiatria

Nel paziente anziano non è sufficiente considerare il numero degli anni. Due persone della stessa età possono avere livelli di autonomia e condizioni generali profondamente differenti. La pianificazione odontoiatrica deve quindi considerare:

  • autonomia
  • mobilità
  • condizioni cognitive
  • patologie sistemiche
  • terapie farmacologiche
  • capacità di mantenere l'igiene
  • aspettative
  • comfort
  • qualità della vita

L'obiettivo non è applicare automaticamente lo stesso trattamento a tutti, ma trovare una strategia proporzionata alle condizioni e alle esigenze della singola persona.

Una prevenzione che accompagna la persona nel tempo

La prevenzione deve cambiare insieme alla persona

La prevenzione adeguata a 30 anni non è necessariamente la stessa necessaria a 60, 70 o 80 anni. Con il passare del tempo può essere necessario prestare maggiore attenzione a:

  • carie delle superfici radicolari
  • funzione salivare
  • malattia parodontale
  • salute degli impianti
  • integrità dei restauri
  • igiene delle protesi
  • rischio di fratture
  • usura dentale
  • mucose orali
  • capacità di mantenere autonomamente l'igiene

La frequenza dei controlli non dovrebbe quindi dipendere semplicemente dall'età, ma dal profilo di rischio individuale.

Perché continuare i controlli anche quando non c'è dolore

Molte condizioni odontoiatriche possono svilupparsi senza provocare sintomi evidenti nelle fasi iniziali. È possibile, per esempio, avere:

  • carie iniziali
  • parodontite
  • lesioni intorno alla radice di un dente
  • usura progressiva
  • infiammazione peri-implantare
  • alterazioni delle mucose

senza avvertire un dolore significativo. Per questo l'assenza di dolore non equivale necessariamente ad assenza di malattia. I controlli periodici permettono soprattutto di individuare i problemi quando sono ancora limitati e, spesso, più facilmente gestibili.

La bocca è parte dell'invecchiamento generale

La salute orale non riguarda soltanto i denti. La bocca partecipa a funzioni fondamentali della vita quotidiana:

  • alimentazione
  • masticazione
  • deglutizione
  • linguaggio
  • espressione
  • relazioni sociali

Mantenere nel tempo una bocca confortevole, funzionale e facilmente gestibile contribuisce quindi alla qualità della vita. È importante considerare questi aspetti senza creare semplicistiche relazioni causa-effetto tra malattie della bocca e patologie generali, ma riconoscendo che la salute orale rappresenta una parte integrante della salute della persona.

Conservare quando è possibile

Uno dei principi dell'odontoiatria contemporanea è preservare quanto più possibile i tessuti naturali. Quando clinicamente indicato, il percorso dovrebbe tendere a:

  • prevenire
  • diagnosticare precocemente
  • stabilizzare
  • riparare
  • conservare

Mantenere un dente naturale sano o adeguatamente restaurato costituisce generalmente un obiettivo importante. Questo non significa conservare un elemento a qualsiasi costo, ma valutare attentamente prognosi, funzione e possibilità terapeutiche prima di decidere di sostituirlo.

Non curare soltanto il singolo problema

Con il passare degli anni una nuova carie, una frattura o una recessione gengivale possono essere il segnale di un cambiamento più generale. Di fronte a un nuovo problema è quindi utile domandarsi:

  • è cambiata la quantità di saliva?
  • sono stati introdotti nuovi farmaci?
  • è cambiata l'alimentazione?
  • è aumentato il serramento o il bruxismo?
  • l'igiene è diventata più difficile?
  • sono presenti nuove condizioni sistemiche?
  • sono cambiati i contatti tra i denti?

Individuare il fattore che ha modificato l'equilibrio della bocca può essere più importante del semplice trattamento della singola lesione.

Accompagnare la bocca nel tempo

Invecchiare non significa necessariamente perdere denti o funzione orale. La bocca cambia, come cambia il resto dell'organismo, ma molte delle condizioni che possono comparire durante la vita possono essere prevenute, rallentate, individuate precocemente o adeguatamente gestite. Per questo l'odontoiatria dovrebbe accompagnare la persona nelle differenti fasi della vita, modificando progressivamente strategie preventive, controlli e trattamenti sulla base delle nuove esigenze.

L'obiettivo non è soltanto conservare il maggior numero possibile di denti. È mantenere nel tempo:

  • salute
  • comfort
  • capacità masticatoria
  • funzione
  • possibilità di eseguire una corretta igiene
  • qualità della vita

La bocca non invecchia tutta nello stesso modo e non invecchia allo stesso modo in tutte le persone. Comprenderne i cambiamenti significa poter intervenire prima che diventino problemi.

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